Oil on canvas
90 X 170 cm - 2004


Una confraternita osserva il cielo in perfetta compostezza rituale.
I corpi sono immobili, le posture ordinate, gli sguardi concordi.
Ma ciò verso cui tendono non è una rivelazione.
È soltanto un piccolo palloncino rosso.
Il dipinto mette in scena il momento in cui un’idea smette di essere interrogata e diventa oggetto di venerazione.
Dietro il muro è segregata la realtà concreta, materiale, contraddittoria.
Davanti al muro rimane invece lo spazio chiuso della credenza condivisa.
L’ascensione del palloncino assume così il carattere di un evento sacro.
Più l’oggetto è fragile, infantile e inconsistente,
più sembra richiedere devozione assoluta.
Il palloncino rosso — presenza ricorrente in altri dipinti — rappresenta infatti la natura seduttiva delle idee semplici: leggere, attraenti, rassicuranti.
Proprio per questo pericolose.
Quando ogni dubbio viene sospeso,
quando la ragione è vissuta come un ostacolo alla fede,
anche la più vuota delle illusioni può apparire sublime.
L’“ascensione” del titolo non riguarda allora un’elevazione spirituale,
ma il progressivo distacco dalla realtà.