Hummingbaby

Colibrimbo

Oil on canvas

120 X 80 cm - 2007

colibrimbo

 

 

 

Roseo Putto
odierno ficcanaso
alienato a-lato,
metallico cappio,
scivolato,
accalappiato
nell'ancestral tramaglio
del solito fior fior di...
Rosea Potta.
 

 

Il titolo nasce dalla fusione fra colibrì e bimbo:
una creatura sospesa tra innocenza infantile e pulsione istintiva.

 

Il putto non ha però il volto rassicurante dell’iconografia classica.
Indossa la maschera di Chris Fehn degli Slipknot, figura legata a un immaginario aggressivo, alienato, rabbioso.

L’infanzia qui non appare come uno stato puro o armonioso.
È già attraversata da tensioni, trasformazioni, attrazioni difficili da comprendere.

Il corpo del bambino conserva la morbidezza del putto rinascimentale,
ma il volto si deforma in identità adolescenziale, tribale, quasi animalesca.
 

Una mutazione.

 

Al centro del dipinto domina la peonia, enorme e carnale.
Fiore seduttivo, apertamente sessuale, calamita biologica attorno a cui continua a organizzarsi il comportamento umano anche quando si ammanta di ribellione, estetica o aggressività.

 

Il “colibrimbo” sembra precipitare dentro il fiore più che contemplarlo.
Come un insetto impollinatore,
come un adolescente attratto da qualcosa che non controlla davvero.

 

La rabbia, l’alienazione, le maschere sociali e musicali non cancellano l’antico meccanismo sottostante.
Lo ricoprono appena.

 

Sotto ogni estetica contemporanea continua ad agire un dispositivo evolutivo molto più antico del linguaggio, della morale e della cultura.

 

Il desiderio.