Oil on canvas
100 X 100 cm - 2007





Questo autoritratto riprende la struttura del Mangiatore di fagioli di Annibale Carracci, ma ne sovverte il gesto. Il cucchiaio non è diretto verso la bocca: è offerto.
Non contiene cibo, ma bava di lumache. Qualcosa che non invita, che resiste, che mette a disagio.
Il gesto diventa una proposta netta: accettare o rifiutare.
Alla base dell’opera c’è un’idea semplice e difficile da sostenere fino in fondo: il pensiero non è qualcosa di separato dal corpo. Non è più nobile, non è altrove. È una secrezione, come la bile.
Cambiano gli organi, non la natura del processo.
La lumaca rende visibile questa condizione: la bava che produce non è un residuo secondario, ma la traccia del suo esistere, il segno concreto del suo passaggio. Non c’è distanza tra essere e produrre.
Offrire quella sostanza significa allora offrire una visione: radicalmente incarnata, evolutiva, non consolatoria. Un’idea che corrode l’illusione di una separazione tra mente e corpo.
È un boccone amaro, come ogni passaggio che non può essere aggirato, ma solo accettato o rifiutato.
