Wich future?

Quale futuro?

Oil on canvas

90 X 130 cm - 1995

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Due figure velate osservano una carcassa appesa.

La scena potrebbe essere quella di un macello, ma l’atmosfera richiama più quella di un rito. 

 

Il dipinto mette in relazione la violenza materiale e quella ideologica:

la carne da macello e il linguaggio della fede, il corpo sacrificato e la giustificazione morale del sacrificio stesso.

 

Le citazioni coraniche da cui nasce il lavoro sono testimonianza di un problema più ampio: la possibilità che un testo sacro trasformi la guerra, la persecuzione e l’annientamento dell’altro in un dovere spirituale. 

 

Il titolo pone allora una domanda semplice e terribile: 

quale futuro può nascere da una visione del mondo fondata sulla divisione assoluta fra credenti e miscredenti? 

 

Ma il dipinto non riguarda soltanto chi crede. 

Riguarda anche chi osserva da fuori, chi tollera, chi tace, chi pensa che ogni idea religiosa sia innocua per definizione. 

 

La donna col burka davanti agli occhi ha tutto quel che serve per poter capire,

eppure guarda senza vedere perché comprendere avrebbe un prezzo.

 

La carcassa appesa diventa così più di un corpo animale: è il simbolo di ciò che resta quando l’essere umano viene ridotto a materia sacrificabile in nome di una verità superiore. 

La domanda finale rimane aperta. 

 

Quale futuro attende chi fonda la propria esistenza su questi principi? E quale futuro attende chi pensa di poterne ignorare le conseguenze?